Capire e affrontare un capo ostile senza perdere la serenità.

Antonietta lavora come contabile in una grande azienda e adora i numeri, ma da mesi il capo è diventato fonte di angoscia. Ogni volta che si avvicina, lei sente il cuore accelerare, i pensieri si confondono, le cifre volano via e rimane paralizzata. Lavora oltre l’orario pur di evitare errori. Tuttavia, quando lui le fa osservazioni aggressive su dettagli minori, lei si sente “piccola” e incapace. Ogni fine giornata è un mix di rabbia e sconforto, come se il suo impegno venisse invisibile. I colleghi dicono che è brava, ma lei non riesce più a vederlo da sé. Vorrebbe solo lavorare in serenità, ma il conflitto con il capo la blocca.

Assertività e confini nel lavoro

Secondo la teoria dello stress lavorativo di Lazarus e Folkman, i fattori esterni (come un capo ostile) possono scatenare stress se la persona si sente impotente. Il concetto di resilienza cognitiva suggerisce che le credenze personali (“non sono abbastanza”) influenzano la reazione. Il counselling invita a rafforzare il senso di efficacia, imparare a stabilire confini, usare comunicazione assertiva e applicare il principio dello stoicismo: non puoi controllare gli altri, ma puoi decidere come reagire.

Hai mai provato a porre un limite assertivo al comportamento del tuo capo?

Scegli un momento adatto e prova a dire: “Capisco il tuo punto di vista, ma mi distraggo quando lo stile è brusco. Mi aiuta se possiamo parlare in modo mirato e costruttivo”. Se sei agitata, preparati: scrivi prima quello che vuoi dire. Se lui reagisce male, resta ferma: “Vorrei solo fare un lavoro serio e sereno”. Confidati con un collega fidato, oppure ricorri a una supervisione aziendale. Trova anche un rituale di decompressione a fine giornata. E ricordati: i numeri contano, ma tu conti di più.

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