Martino ha circa cinquant’anni, vive a Firenze e frequenta la parrocchia di San Domenico. Qui, Don Franco ha introdotto un’iniziativa innovativa: durante le celebrazioni, chiunque può intervenire e condividere un pensiero o una storia di vita legata alla lettura del giorno. Martino sente una spinta forte a partecipare, ma qualcosa lo blocca. Ogni volta si ripromette di dire qualcosa, di offrire un contributo, ma finisce per restare in silenzio. Si domanda: cosa dirò? Saranno parole giuste? In questo luogo sacro, sente il peso della giusta misura. Ascolta, osserva e vive un profondo senso di connessione con chi lo circonda, ma fatica a trovare le parole adatte. Il desiderio di partecipare lo consuma: vuole essere parte di quella comunità che gli offre pace e buone parole, ma il coraggio di esprimersi sembra sempre mancare. Martino si chiede come superare questa difficoltà, come riuscire a dare la sua voce, come nel counselling, dove ogni parola, ogni emozione conta e trova uno spazio.
Dare voce al proprio sentire.
Spesso ci troviamo come Martino: desideriamo partecipare, condividere, ma ci sentiamo bloccati. La paura di non essere adeguati o di dire la cosa sbagliata ci paralizza. Secondo il counselling centrato sulla persona di Carl Rogers, ciascuno di noi ha dentro di sé la capacità di auto-esprimersi e crescere. Il primo passo è riconoscere ciò che sentiamo e permetterci di viverlo senza giudizio. Martino ha già fatto molto: ascolta e si connette con gli altri, percepisce un senso di responsabilità che va di pari passo con il desiderio di contribuire. È normale provare timore, ma spesso ciò che diciamo di autentico e sincero ha un impatto più grande di mille parole perfette.
Hai mai provato a scrivere le parole che vuoi dire?
Un esercizio utile per superare la paura di parlare è quello di scrivere ciò che si vorrebbe dire. Martino potrebbe prendere un quaderno e appuntare le sue riflessioni dopo ogni celebrazione, con calma e senza ansia. Questo gesto lo aiuterà a prendere confidenza con il proprio sentire e a trovare le parole giuste. Parlarne prima con un amico o con Don Franco può essere un altro passo importante: una prova generale che scioglie la tensione e rende la voce più sicura. Non serve dire cose perfette, serve dire cose vere.